sabato 4 febbraio 2012

Sacchetto

Un altro racconto scritto l'anno scorso...prometto di pubblicarne di freschi prossiamente :)



Paco tirò fuori dalla giacca le chiavi di casa e,dopo aver scelto la chiave giusta reggendosi con una mano poggiata sulla porta,tentò varie volte di infilare la chiave nella serratura bestemmiando a bassa voce,sentendo uno sbalzo in avanti quando la porta si aprì sotto di lui dopo tre giri di vite e gli diede il benvenuto un'odore di chiuso mischiato a un 'odore rancido di cibo cinese lasciato fuori dal frigo,reso ancora più pesante dall'aria seccata dai termosifoni. Sbattè la porta,svivolò la mano sull'interruttore e si sfilò le converse poggiandosi la punta di una scarpa sul tallone di un'altra 'lanciandole a casaccio con uno slancio delle gambe,incespicando e barcollando:si sedette a peso morto su un ammasso di  vecchi libri , fascicoli e dispense mai letti le quali erano le uniche cose dei suoi vecchi mobili che non era riuscito a vendere,che nella forma richiamava grazie a una zona   concava e ricoperta con una  coperta e due cuscini sudici una poltrona,e tremando in piccoli spasmi e congelando a causa del suo stesso sudore freddo cercò a tentoni il telecomando ,facendoselo scivolare tra le mani con movimenti spastici delle dita e con esso accese la TV lasciata accasciata direttamente sul pavimento. Si sintonizzò su MTV e dopo essersi ripreso dal breve urto causato dalla rottura del silenzio a causa di una musica ritmata che gli fece fischiare le orecchie si incantò su un classico video rap,”la classica negrata dove tette e culi di ragazze mulatte vengono sbattuti in faccia gratuitamente,tette e culi a manciate”pensò Paco in un breve momento di lucidità ,scandalizzandosi del fluire rapito di un'idea lineare in quel mare nebbioso della sua mente “e dove macchinone parche che consumano 80 euro a chilometro saltellano su ruote da fuoristrada mentre quegli stronzi vestiti da schifo con catenoni d'oro molto sobri cantano quanto loro siano ricchi e fighi alla faccia tua ”.Dopo quel breve momento in cui erano subentrati dei pensieri logici si sentì di nuovo sprofondare in una foschia confusa e nauseante che gli stringeva lo stomaco e riusciva a seguire il video solo per fotogrammi come se si inceppasse la TV in continuazione facendogli sopraggiungere  la musica e le immagini a scatti e in ritardo,facendo fatica a tenere il filo logico,a capire e codificare le immagini ,e il suo mal di testa era accentuato dal fetore proveniente dai rifiuti vari sparsi vicino ai suoi piedi,di vaschette di alluminio e dei sacchetti di plastica sporchi di liquidi di cibo d'asporto cinese .Annaspando e soffocando un rigurgito acido Paco incominciò a tastare con la destra tra i i dislivelli e i cunicoli tra i libri ammassati ,spalmato mezzo per terra e mezzo sulla poltrona,finchè non trovò il tocco di fumo e il resto del necessario:”una canna per dormire ,una cazzo di dormita,eh si non ci  crede nessuno che riesco a farmi una cazzo di dormita decente ,eh si sto cazzo che riesco a farmi una dormita....”dopo aver  formulato questo pensiero ricadde nel limbo della coscienza dove il mondo circostante passava senza sfiorarlo e,ripresosi,gli parve che fosse passato un'eternità e le luci opache della televisione che proiettavano dietro di sé ombre lunghissime e grottesche che si arrampicavano sulle pareti lo ricoprivano vibrando sul suo corpo in un susseguirsi di colori e suoni fiochi e,man mano che prendeva coscienza del suo corpo,stringendo in uno spasmo le mani sentì che aveva ancora il fumo e le cartine nel suo palmo. Dopo che ebbe tirato fuori dalla tasca dietro dei jeans le sigarette e l'accendino si preparò il personal con le mani tremanti,bruciandosi spesso i polpastrelli  facendo cadere spesso il materiale e raccattandolo dal pavimento dopo averlo strisciato nella polvere che si annidava vicino alla poltrona, e dopo aver finito se lo accese e iniziò a boccheggiare e a spargere il fumo per tutta la stanza il quale filtrava la debole luce che segnava i margini scuri delle cose.Paco si perdeva in sé stesso come se lui e quella stanza non si appartenessero,e sentendosi sempre più ad ogni boccata la mente che si inceppava e si incastrava su sé stessa facendo roteare pensieri che apparivano nel loro pieno delirio in sprazzi di lucidità sempre più disperati. Ad un tratto notò  che era apparsa ai suoi piedi una strana figura confusa che lo attraeva e lo terrorizzava, e dopo essersi concentrato a lungo su di essa per decifrarla gli apparve in tutta chiarezza un volto raccapricciante,una maschera di scream aperta in un urlo disperato che dilatava il volto di un bianco trasparente;Pacò sentì l'angoscia crescere dentro di lui immobilizzandolo,e quanto la stretta al cuore divenne insopportabile  cacciò una serie di urletti nervosi e scosse con un piede quell'apparizione grottesca che produsse un soffio crudele di fruscio di plastica ,indietreggiando sulla poltrona sgambettando istericamente. Chiuse gli occhi,riprendendosi dalla paura e tirando un sospiro di sollievo,ma quando li riaprì vide per terra un ammasso bianco riformare grazie alle ombre gettate dall'unica fonte di luce della sala un urlo di Munch e con un grido misto di rabbia e terrore schiacciò di nuovo col piede la faccia con forza,schiacciandola con il tallone come se si trattasse di un insetto,e dopo aver intravisto smettendo per un attimo la lotta intrapresa che si stava riformando di nuovo egli la calciò via con forza lontano da sé,lottando contro il suo appiccicarsi in maniera elettrostatica al suo piede e sfidando nel lanciarla la sua leggerezza che la faceva  volteggiare dolcemente nell'aria cadendo lentamente con movimenti ampi ed oscillatori,e con un ultimo calcio ben assestato essa fece un balzo dietro la TV;Paco era salvo,ora poteva finalmente rilassarsi e seguire i video musicali che si proiettavano sul pavimento,in un dormiveglia comatoso.

sabato 7 gennaio 2012










Foto di Stoccolma :)









Ho scritto questo racconto più di un anno fa...e non mi ci ritrovo più molto...ammetto in maniera poco umile che è scritto bene,però non mi ci ritrovo...mi ricordo che al tempo avevo appena scoperto Irvine Welsh ,ne ero diventata fissata e avevo cercato di emularlo....invano...lo stile colloquiale da getto di Welsh è difficilissimo da scrivere,e i suoi personaggi sono unici,e sono loro che trascinano la storia.Avevo deciso di scrivere qualcosa sullo stesso tema dei suoi libri(droga,ragazzi sbandati...),di descivere immagini simili,ma non ne ho la capacità,nè le fonti nè un vero interesse:scriverei solo scemenze.Mi ricordo che all'epoca avevo scoperto anche Palahniuck, e le sue tematiche,il suo stile mi avevano presa...ma direi che non è facile imitarlo:). Ve lo propongo lo stesso,perchè alla fine è divertente :)



La testa di Manuele ciondolava come se fosse vuota,senza nessun pensiero ,sullo schienale del sedile posteriore,mentre il rumore del motore attutito e delle ruote che sfrecciavano sull'asfalto faceva da sottofondo ai fischi che rimbombavano nella sua testa. Le due sciaquette sedute accanto a lui urlavano a sguarciagola,perforandogli i timpani ,e il senso delle loro grida gli giungeva in ritardo e al ralenti a causa del suo cervello che incespicava nell'alcool e in altre sostanze pscicotrope.”Voliamoooo,voliamooooo,uhhhhh!!!”,mentre una musica sparata dalla radio ritmata e piena di bassi gli acuiva il mal di testa martellante. La sua mente ebbe uno spasmo di lucidità che si stagliò luminoso ed onnipotente nella sua mente,che gli aveva fatto pensare a quanto quelle ragazze fossero unbriache perse e che stavano andando troppo veloce,troppo in un rapido colpo d'occhio gettato fuori dal finestrino dove vide le luci dei lampioni sfrecciare in una striscia sintetica di luce riflettendosi nei vetri appannati ,soffocata dalle grida strascicate delle ragazze le quali acuivano la sensazione acida di vomito che teneva stretta in gola.Il suo cervello,dopo quel flash di pensiero logico,sentii che stava ripiombando nel vuoto causato dall'alcool e cercò di aggrapparsi il più possibile alla lucidità per poi ricadere di nuovo in quella nebbia confusa e torbida,raggiunto solo dal rumore lontano delle grida euforiche e della macchina. Sensazione di acido e di bruciore in gola dopo un violento spasmo allo stomaco che l'aveva piegato in avanti,presa di coscienza subitanea di essere sporchi di vomito ,gridolini femminili schifati. Si ferma d'improvviso il moto della macchina,facendo sbattere il suo corpo prima in davanti e poi indietro,la voce famigliare del suo amico Pallo,quella voce rassicurante che gli chiede con tono preoccupato:”oh tutto bene?”Un flash di lucidità,ommioddio,doveva rispodere,devo tranquillizzarlo...tirò fuori dalla gola infiammata dagli acidi gastrici un filo d'aria cercando di sollevare leggermente la testa dalla portiera”sì...sì...”guarda come sono conciato,pensò,sono proprio messo da schifo,cazzo....cazzo..... Di nuovo sprofondò nell'abisso nel quale il mondo esterno gli appariva sfocato ed accecante,rigurgito,la macchina ferma ,due mani che lo brancano sotto le ascelle e lo trascinano fuori,sente di essere afferrato per i piedi e di volteggiare in aria,lo mollano su un pratino pungente e fresco di rugiada mentre gli altri cercano di parlargli,ma i movimenti della loro bocca mandano fuori solo suoni torbidi che si disperdono nell'aria,una rapida presa di coscienza di sé seguita da un rapido tentativo di parlare,di risollevarsi ,ma dopo un vano tentativo tremolante seguito da spasmi ricrollò a terra,inghiottito dall'erba. Si riposò sul tappeto umido di rugiada,come se portasse addosso una stanchezza vecchia di secoli.La musica usciva leggera e chiara dalla macchina che pervadeva l'aria e l'animo rassenerato di Paco. “Dai,su,ritorniamo a casa che è stata una notte lunga!”giunse la voce del suo amico sul suo letto fresco e verde. Paco si sentì di nuovo sorretto dal suo amico ,quasi come se stesse volteggiando nell'aria,seguito da dietro dai ridolini di scherno delle ragazzine,fino a che il tessuto sintetico del sedile della macchina non lo avvolse,fresco ed appiccicoso,ed il movimento della macchina non lo cullò. La sua testa cadde sul petto ,e si ritrovò a fissare il pavimento:un oggetto indefinito ,spinto lentamente da sotto il sedile,grigia che oscillava producendo un leggerissimo rumore metallico,luccicando quando veniva colpida da una striscia di luce pallida ,,con un piccolo buco a forma di goccia che concentrava dentro di sé il buio. Paco incominciò a fissare con forza la cosa fino a ridefinirla e farla propria,e nel concentrarsi su di essa gli apparve un essere grosso,grigio il quale faceva scintillare nella penombra una fila di denti aguzzi ,gli apparve all'improvviso un mostro preistorico cieco,un incrocio grigio e brillante tra un mollusco ed una serpe che si muoveva oscillando senz'ossa,lucido e crudele,ed ogni villo intestinale,ogni pelo dell'epidermide gli si drizzò a tale vista,e vedendo che il serpente antico si muoveva tremando per avvicinarsi sempre più a lui,alla sua gamba,atterrito,incominciò a schiacciarlo:il mostro si accartocciò sotto il suo piede emettendo un suono secco e metallico seguito dal suo urlo,si sentì sobbalzare avanti e nel moto vide l'essere rotolare in avanti ,rifugiandosi nell'antro da cui era venuto,inghiottito dal buio.

giovedì 29 dicembre 2011

film visti di recente :)

Ultimamente,avendo molto tempo libero,mi sono vista parecchi film interessanti,alcuni dei quali volevo vedere da tempo.Li ho presi quasi tutti in biblioteca Panizzi,sono capitata nella sezione dvd in cerca di un film introvabile in rete(Zhang Yimou,"Sorgo Rosso"),e devo dire che mi sono trovata benissimo,anche perchè il mio portatile ha uno schermo minuscolo e i film non sarebbero stati  condivisibili con altri :).Sono tutti caldamente consigliati . Per le trame cliccate sui link ;)Ve ne faccio un elenco con i link dello streaming:

1)"Viale del tramonto" Billy Wilder

http://www.cineblog01.com/viale-del-tramonto-bn-1950/

2)"Psycho" di Alfred Hitchcock

http://www.cineblog01.com/psycho-bn-1960/

3)"Gli uccelli" di Alfred Hitchcock

http://www.cineblog01.com/gli-uccelli-1963/

4)"The prestige"di  Christopher Nolan visto in televisione,ma reperibile anche in biblioteca

http://www.cineblog01.com/the-prestige-2006/

5)"Chocolat"

http://www.cineblog01.com/chocolat-2000/

6)"Fuga da alcatraz" di Don Siegel me l'hanno regalato,quindi non so se è reperibile in biblioteca...imperdiile comunque,con un  Clint Eastwood più espressivo che mai senza cappello:)

http://www.cineblog01.com/fuga-da-alcatraz-1979/

7)"Master and Commander" di Peter Weird l'ho rivisto volentieri :)

http://www.cineblog01.com/master-commander-sfida-ai-confini-del-mare-2003/

8)"i 400 colpi" di François Truffaut

http://www.cineblog01.com/i-quattrocento-colpi-bn-1959/

9)"l'armata delle tenebre" di Sam Raimi (!!!!!!!) un film che ti apre la mente lol

http://www.cineblog01.com/larmata-delle-tenebre-1993/

10)"Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere" di Woody Allen
http://www.cineblog01.com/tutto-quello-che-avreste-voluto-sapere-sul-sesso-ma-non-avete-mai-osato-chiedere-1972/

domenica 18 dicembre 2011

Maria fu sottratta dal torpore dell'ultimo sonno dal suono della sveglia;il freddo che si spargeva per la sua camera la faceva desistere dall'alzarsi,sentendosi coperta dal lieve torpore delle coperte scaldate con il lieve calore del suo corpo;per lei alzarsi la mattina era una lotta con sé stessa che doveva affrontare e vincere ogni giorno,incatenata al letto dall'indifferenza e dal tedio che gli assopiva l'anima e le sedava il cervello ed i nervi,facendole diventare ogni gesto difficilissimo,un tedio che trascinava nel torpore del letto o del divano interi pomeriggi e giorni,in un grigiore senza tempo. Maria aveva come l'impressione di rompere,con l'infrangere dell'ultimo spiraglio di sonno,uno spazio sacro,l'unico momento che contava in tutta la sua vita ed in cui poteva essere sé stessa,in cui trovava un'illusione di pace e serenità primitive,rotte dal delinearsi lento dei margini delle cose. Aveva come la sensazione che oltre quel torpore e quella noia sonnolenta indotta dal piumone ci fosse solo un universo che la poteva soltanto annoiare e stancare,in cui tutto e tutti sarebbero passati senza sfiorarla buttati via con il prossimo sonno,in un lungo atro incolore ed insapore in cui non succedeva mai niente e toccava veramente nessuno. Oltre le coperte il buio ormai tenue che ha finito di spaventare mostrando solo le forme sfocate di oggetti già conosciuti ed immobili,fissati nella loro rigidità,lasciò spazio ad una leggerissima luce di un mattino d'inverno che entrava dalla tapparella lasciata alzata. Con l'alzarsi della temperatura corporea che cresceva sempre di più e con la presa di coscienza del proprio essere Maria sentì lo stimolo della pipì,la quale la costrinse ad alzarsi dal letto scivolando fuori dalle coperte lentamente,scoprendosi piano e buttando coraggiosamente un piede dopo l'altro al freddo. Si issò in piedi muovendosi lentamente e barcollando verso il tavolo vicino alla finestra,appoggiandosi ad esso sentendo la vista oscurarsi tra lampi di luce colorata che gli passavano davanti alle palpebre strizzate mentre le orecchie le fischiavano fortissimo a causa di un calo di pressione .Dopo che ebbe ripreso coscienza di sé prese una felpa verde ed un paio di jeans dall'ammasso di vestiti accatastati sul tavolo uno sopra l'altro in un groviglio di tessuti e colori diversi,ingrigiti dalla prima luce nebbiosa d'inverno.Si spogliò in camera sua,per non svegliare i suoi genitori ,con gesti lenti ed intirizziti. La luce dalla finestra stava cambiando di nuovo,incominciando a delineare i margini dei tetti in una nebbia gelida,ed una striscia d'arancione vivo si stagliava nel cielo plumbeo,come una ferita profonda. Maria guardò fuori dalla finestra avvicinando il viso al vetro,appannandolo leggermente ;un battito di ciglia,lo sguardo gettato leggermente verso il basso,e vide ,nella finestra di fronte un profilo scuro di uomo,un ombra viva, con il volto rivolto verso di lei .I loro sguardi si incrociarono per un istante,una visione di un secondo di uno sguardo buio e cieco nella penombra,ed una tenda bianca li divise coprendo la bocca di lui tesa in un ghigno di spavento. Maria sentì una leggerissima stretta al cuore,un battito lieve,come se una corda di chitarra fosse stata fatta vibrare da lontano,perdendosi nel silenzio,espandendolo fino a diventare immobile,infinito,cosciente.

venerdì 2 dicembre 2011

Scarafaggi

Era appena uscito dal dormiveglia con la testa indolenzita e confusa,con le coperte sporche e umide di sudore che gli coprivano solo le gambe,lasciandogli il petto scavato esposto al freddo,con le costole indolenzite e la pelle tesa,;era finito in quel letto svestito senza sapere come era finito lì e la finestra,rimasta aperta tutta la notte,aveva riempito la stanza di aria gelida di un mattino d'inverno che stava appena spuntando che gli aveva impastato di muco e di umidità i polmoni,ed ad ogni respiro che li trapassava essi mandavano fuori un suono rauco che indolenziva la gola e la lingua secca ed impastata ,sdraiato in una fievole penombra dove a malapena si riconoscevano le cose ,e la sua testa pulsava in modo doloroso a causa di un odore rivoltante di vomito che si addensava sotto il suo naso ,denso ed incrostato sulla federa e sulle lenzuola,riempiendo tutta la camera. Alzò leggermente la testa raggrumando e comprimendo il cuscino fetido ed appicicaticcio,e gli sembrò che un emisfero del cervello traballasse nella sua scatola cranica ,come se si fosse staccato dal resto del sistema nervoso e fosse diventato soltanto un ammasso gelatinoso ed ingombrante ;poteva sentire gli ormai inutili filamenti che lo legavano insieme al resto i quali lo rendevano una volta un organo funzionante sfilacciarsi ,facendolo accasciare sul fondo dell'osso cranico,dimezzando così una parte dei suoi pensieri che si raggrumavano su sé stessi e uscendo allo scoperto rotti e senza logica .Dal dolore soffocato dalla nausea nacque uno stato d'allerta ,con il battito cardiaco che lentamente accellerava e gli riempiva la testa e le orecchie tese e sensibili ad ogni più lieve rumore. Iniziò a percepire che c'era qualcuno dall'altra parte della porta socchiusa,il quale si mostrava come un raggrumato di buio più denso che in qualche modo lo scrutava da quel sottile spiraglio,come se stesse aspettando,e gli sembrò che i muri e i mobili convergessero su di lui. Rimase in allerta per un tempo che gli parve infinito in attesa di qualcosa,in attesa di vedere aprirsi la porta e vedere la presenza fiondargli addosso,e i battiti del suo cuore gli indolenzivano ormai il petto,riempiendogli le orecchie con il suo respiro sincopato. Lo stato d'allarme era diventato insostenibile,e pian piano rallentò il respiro,e si guardò il corpo,sentendosi una strana sensazione addosso,simile al prurito che diventava sempre più insopportabile e simile al dolore:la pelle incominciò a lacerarsi,come se si stessero dilatando a dismisura i pori,spinti da sotto da qualcosa che premeva di uscire. Si intravedevano sotto gli scorci di pelle,piccoli esserini neri che si agitavano nel tentativo di uscire,alcuni mettendo prima fuori le zampette lunghe e sottili cercando con esse di svincolarsi e di allargare il buco agitandole furiosamente in aria,altri mettendo prima fuori il muso graffiando le pareti nel tentativo di spingere fuori ,oltre che la testa,anche tutto il corpo,e una volta riusciti nell'intento alcuni iniziarono a sgattaiolare lungo l'addome del ragazzo. Paco inghiottì una grossa quantità d'aria dallo spavento,ed in preda a una paura folle e cieca iniziò a schiacciare le bestie con le dita ,soffrendo per ogni suo movimento che gli procurava come conseguenza fischi acutissimi che gli perforavano le orecchie,i quali a loro volta scalfivano come un punteruolo la parte sana del cervello tra ansimi e tensioni insostenibili che si diradavano in tutto il corpo,rendendolo un fascio di nervi dolorante,e facendo tremare l'avambraccio .Si riempì il busto del suo respiro affannoso,ogni suo soffio incespante e ogni sua accellerazione cardiaca sembrava dovesse fargli esplodere un'arteria cerebrale che pulsava con forza o una bolla formatasi nella parte destra del cervello che cresceva sempre di più,attanagliandolo in una sofferenza insostenibile mentre gli scarafaggi gli straziavano le membra uscendo da lui sempre più numerosi girovagando tra le lenzuola;sentiva il corpo straziato,ormai aveva capito che avevano vinto loro,e voci umane ed incomprensibili giravano per la casa intromettendosi piano tra i fischi che lo tediavano prima sussurrando,poi parlando sempre più a voce alta fino ad urlare avvicinandosi sempre più fino ad appoggiarsi sul suo cuscino,fino ad entrargli nel cranio,inasprendo gli stridori nelle orecchie .La marea nera lo stava sommergendo lasciando di lui solo un ricordo di quel che era,e le pareti gli precipitarono addosso,inghiottendolo.