lunedì 30 luglio 2012

Mary si ritrovò a camminare su un viale di ciottoli accompagnato sulla sinistra da una lunga fila di pioppi,in un panorama dove i naturali colori dell'erba delle colline e della pianura si perdevano,come sfumati in un vago ricordo,in una vasta gamma di grigi,ed esso si apriva a perdita d'occhio sotto il cielo plumbeo che  lasciava trapelare una luce soffocata. Dopo che ella ebbe raggirato una collinetta apparve in lontananza un'ammasso confuso di croci di pietra ,al quale più la ragazza si avvicinava più venivano delineate le sue tombe e le sue inferriate piegate ed arrugginite;Maria incominciò a correre a perdifiato verso il cimitero fino a scavalcare il recinto ed iniziò a zigzagare tra le tombe attaccate l'una all'altra,scavalcando e passando sotto alcune croci e lapidi crollate,le quali si piegavano l'una sull'altra come per farle rallentare la corsa ed aumentarle l'affanno.I suoi ansimi si propagavano per l'aria fissa,immobile,frantumando un silenzio che impregnava il luogo,un silenzio innaturale,come se ci fosse soltanto lei in quel posto,come se fosse l'unica cosa viva in quel mondo,e proseguì la sua corsa per un tempo che le parve infinito .Stava ormai sentendosi intrappolata negli incroci delle lapidi  e negli arbusti fitti che crescevano rigogliosi tra gli spazi di terra tra le tombe,quando le croci incominciarono a diradarsi fino a lasciare intravedere alla vista una radura .Percorse affaticata la discesa della collina dove erano sparse alcune croci e vide in lontananza giunta nello spiazzo un ammasso di terreno mosso con una pala conficcata di fianco la quale si stagliava nera contro il cielo scuro;si avvicinò con cautela alla collinetta di terriccio e una volta giunta vicino le si aprì alla vista una conca profondissima,dove il suo sguardo non ne incontrava la fine e le sue punte dei piedi ,appoggiate ai suoi margini ,le facevano sentire una vertigine di terrore primitiva che le irrigidiva le gambe in una morsa.”Mary...”una voce che le proveniva dalle spalle la fece voltare di scatto la testa,e vide un ragazzo fissarla con sguardo cupo e grave. Un respiro profondo di spavento la colse di sorpresa,e riconobbe in un lampo il ragazzo dell'incidente stradale”oh mio Dio,ma tu...”Mary dopo aver detto ciò in un ansimo ,sentì il terriccio sbriciolarsi leggermente sotto il piede e buttò lo sguardo dietro di sé,sentendosi i capelli che le si drizzarono mentre il labbro inferiore tremava;l'uomo le si avvicinava a passo costante ,continuando a fissarla con sguardo grave .”Mary...perchè io sono morto e tu no?potevi morire tu,quel giorno...cos'hai tu di speciale per continuare a vivere ?Perchè io?”Nel dire questo le si avvicinò arrivando ad un palmo dal suo naso ,proiettando un'ombra densa su di lei che le copriva il viso,lasciando intatto allo sguardo le forme nere della sua figura,mentre ella era bloccata dalla paura di cadere,dall'orlo del baratro dietro di lei che le stava già mangiando i talloni,rendendola un fascio di nervi tesi che le accecavano i pensieri.”Lo sai che sei stata tu,vero?”un sussurro lieve prima di sentire una mano sullo sterno che la spingeva con forza,facendole perdere l'equilibrio,ed un cadere di un'istante infinito la inghiottì in un baratro accompagnato da un'urlo che si dissolse con l'apparire dei lineamenti delle sue coperte.

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