mercoledì 11 gennaio 2012

http://www.youtube.com/watch?v=DpXV4g-kVVc

sabato 7 gennaio 2012










Foto di Stoccolma :)









Ho scritto questo racconto più di un anno fa...e non mi ci ritrovo più molto...ammetto in maniera poco umile che è scritto bene,però non mi ci ritrovo...mi ricordo che al tempo avevo appena scoperto Irvine Welsh ,ne ero diventata fissata e avevo cercato di emularlo....invano...lo stile colloquiale da getto di Welsh è difficilissimo da scrivere,e i suoi personaggi sono unici,e sono loro che trascinano la storia.Avevo deciso di scrivere qualcosa sullo stesso tema dei suoi libri(droga,ragazzi sbandati...),di descivere immagini simili,ma non ne ho la capacità,nè le fonti nè un vero interesse:scriverei solo scemenze.Mi ricordo che all'epoca avevo scoperto anche Palahniuck, e le sue tematiche,il suo stile mi avevano presa...ma direi che non è facile imitarlo:). Ve lo propongo lo stesso,perchè alla fine è divertente :)



La testa di Manuele ciondolava come se fosse vuota,senza nessun pensiero ,sullo schienale del sedile posteriore,mentre il rumore del motore attutito e delle ruote che sfrecciavano sull'asfalto faceva da sottofondo ai fischi che rimbombavano nella sua testa. Le due sciaquette sedute accanto a lui urlavano a sguarciagola,perforandogli i timpani ,e il senso delle loro grida gli giungeva in ritardo e al ralenti a causa del suo cervello che incespicava nell'alcool e in altre sostanze pscicotrope.”Voliamoooo,voliamooooo,uhhhhh!!!”,mentre una musica sparata dalla radio ritmata e piena di bassi gli acuiva il mal di testa martellante. La sua mente ebbe uno spasmo di lucidità che si stagliò luminoso ed onnipotente nella sua mente,che gli aveva fatto pensare a quanto quelle ragazze fossero unbriache perse e che stavano andando troppo veloce,troppo in un rapido colpo d'occhio gettato fuori dal finestrino dove vide le luci dei lampioni sfrecciare in una striscia sintetica di luce riflettendosi nei vetri appannati ,soffocata dalle grida strascicate delle ragazze le quali acuivano la sensazione acida di vomito che teneva stretta in gola.Il suo cervello,dopo quel flash di pensiero logico,sentii che stava ripiombando nel vuoto causato dall'alcool e cercò di aggrapparsi il più possibile alla lucidità per poi ricadere di nuovo in quella nebbia confusa e torbida,raggiunto solo dal rumore lontano delle grida euforiche e della macchina. Sensazione di acido e di bruciore in gola dopo un violento spasmo allo stomaco che l'aveva piegato in avanti,presa di coscienza subitanea di essere sporchi di vomito ,gridolini femminili schifati. Si ferma d'improvviso il moto della macchina,facendo sbattere il suo corpo prima in davanti e poi indietro,la voce famigliare del suo amico Pallo,quella voce rassicurante che gli chiede con tono preoccupato:”oh tutto bene?”Un flash di lucidità,ommioddio,doveva rispodere,devo tranquillizzarlo...tirò fuori dalla gola infiammata dagli acidi gastrici un filo d'aria cercando di sollevare leggermente la testa dalla portiera”sì...sì...”guarda come sono conciato,pensò,sono proprio messo da schifo,cazzo....cazzo..... Di nuovo sprofondò nell'abisso nel quale il mondo esterno gli appariva sfocato ed accecante,rigurgito,la macchina ferma ,due mani che lo brancano sotto le ascelle e lo trascinano fuori,sente di essere afferrato per i piedi e di volteggiare in aria,lo mollano su un pratino pungente e fresco di rugiada mentre gli altri cercano di parlargli,ma i movimenti della loro bocca mandano fuori solo suoni torbidi che si disperdono nell'aria,una rapida presa di coscienza di sé seguita da un rapido tentativo di parlare,di risollevarsi ,ma dopo un vano tentativo tremolante seguito da spasmi ricrollò a terra,inghiottito dall'erba. Si riposò sul tappeto umido di rugiada,come se portasse addosso una stanchezza vecchia di secoli.La musica usciva leggera e chiara dalla macchina che pervadeva l'aria e l'animo rassenerato di Paco. “Dai,su,ritorniamo a casa che è stata una notte lunga!”giunse la voce del suo amico sul suo letto fresco e verde. Paco si sentì di nuovo sorretto dal suo amico ,quasi come se stesse volteggiando nell'aria,seguito da dietro dai ridolini di scherno delle ragazzine,fino a che il tessuto sintetico del sedile della macchina non lo avvolse,fresco ed appiccicoso,ed il movimento della macchina non lo cullò. La sua testa cadde sul petto ,e si ritrovò a fissare il pavimento:un oggetto indefinito ,spinto lentamente da sotto il sedile,grigia che oscillava producendo un leggerissimo rumore metallico,luccicando quando veniva colpida da una striscia di luce pallida ,,con un piccolo buco a forma di goccia che concentrava dentro di sé il buio. Paco incominciò a fissare con forza la cosa fino a ridefinirla e farla propria,e nel concentrarsi su di essa gli apparve un essere grosso,grigio il quale faceva scintillare nella penombra una fila di denti aguzzi ,gli apparve all'improvviso un mostro preistorico cieco,un incrocio grigio e brillante tra un mollusco ed una serpe che si muoveva oscillando senz'ossa,lucido e crudele,ed ogni villo intestinale,ogni pelo dell'epidermide gli si drizzò a tale vista,e vedendo che il serpente antico si muoveva tremando per avvicinarsi sempre più a lui,alla sua gamba,atterrito,incominciò a schiacciarlo:il mostro si accartocciò sotto il suo piede emettendo un suono secco e metallico seguito dal suo urlo,si sentì sobbalzare avanti e nel moto vide l'essere rotolare in avanti ,rifugiandosi nell'antro da cui era venuto,inghiottito dal buio.