Buio,buio soffocante. Un ansimo si ripercuoteva nel vuoto fino a delineare i confini di una stanza. Manuele sentì un oggetto stretto nella sua mano,lo mise in funzione facendo slittare il dito sul pulsante e da esso parti un raggio di luce che illuminò lo spazio e gli oggetti circostanti,esplorando la camera con il piccolo cerchio di luce gialla. Dopo essersi orientato ed aver centrato con la torcia la porta,uscì dalla stanza ritrovandosi in un salotto familiare di una vecchia casa in collina dove trascorreva le estati della prima infanzia:le tenebre circondavano il vecchio e logoro divano di pelle posto a destra attaccato al muro e il caminetto,che nei suoi ricordi era acceso di un rosso fuoco di fiamme che proiettavano lunghe ombre per la sala o da una luce solare arancione e stanca di una tarda giornata estiva che si proiettava sulle mattonelle del pavimento,ora era solo una bocca che risucchiava e raggrumava il buio dentro sé,imperscrutabile con la sua lampada. Una porta era apparsa in fondo alla stanza sulla sinistra,una porta che nei suoi vaghi e confusi ricordi non doveva esserci. Entrò,e scoprì una cucina illuminata debolmente da una luce artificiale senza una fonte precisa ad una prima occhiata,come se essa impregnasse la stanza.,ma a una messa a fuoco più nitida si rese conto che la luce proveniva da un frigo, la quale diventava sempre più potente dipingendo la camera di un blu scuro che si schiariva ai bordi della portiera dell'elettrodomestico;essa rischiarava,tetra e sacra,richiamando a sé il giovane con un'enfasi primitiva ed infantile,sporca e forte allo stesso tempo. Aprì il frigo dopo aver percorso la sala attratto da esso quasi come se fosse stato un pezzo di ferro entrato nelle vicinanze di una calamita,e appena fece forza tirando la maniglia con la mano colò sui suoi piedi travolgendolo con un odore nauseabondo un groviglio di carne marcia verdognola avvolta da un liquame stantio;riconobbe a colpo d'occhio ,in un flash,nelle membra putrefatte e tagliate,delle sembianze di parti umane,una mano,un piede,una mascella;un flash,e poi il buio. Il buio. A Manuele gli si aprirono gli occhi tra i suoi ansimi e subito gli apparve alla vista il suo cuscino,la sua stanza...solo un sogno.
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