giovedì 29 dicembre 2011

film visti di recente :)

Ultimamente,avendo molto tempo libero,mi sono vista parecchi film interessanti,alcuni dei quali volevo vedere da tempo.Li ho presi quasi tutti in biblioteca Panizzi,sono capitata nella sezione dvd in cerca di un film introvabile in rete(Zhang Yimou,"Sorgo Rosso"),e devo dire che mi sono trovata benissimo,anche perchè il mio portatile ha uno schermo minuscolo e i film non sarebbero stati  condivisibili con altri :).Sono tutti caldamente consigliati . Per le trame cliccate sui link ;)Ve ne faccio un elenco con i link dello streaming:

1)"Viale del tramonto" Billy Wilder

http://www.cineblog01.com/viale-del-tramonto-bn-1950/

2)"Psycho" di Alfred Hitchcock

http://www.cineblog01.com/psycho-bn-1960/

3)"Gli uccelli" di Alfred Hitchcock

http://www.cineblog01.com/gli-uccelli-1963/

4)"The prestige"di  Christopher Nolan visto in televisione,ma reperibile anche in biblioteca

http://www.cineblog01.com/the-prestige-2006/

5)"Chocolat"

http://www.cineblog01.com/chocolat-2000/

6)"Fuga da alcatraz" di Don Siegel me l'hanno regalato,quindi non so se è reperibile in biblioteca...imperdiile comunque,con un  Clint Eastwood più espressivo che mai senza cappello:)

http://www.cineblog01.com/fuga-da-alcatraz-1979/

7)"Master and Commander" di Peter Weird l'ho rivisto volentieri :)

http://www.cineblog01.com/master-commander-sfida-ai-confini-del-mare-2003/

8)"i 400 colpi" di François Truffaut

http://www.cineblog01.com/i-quattrocento-colpi-bn-1959/

9)"l'armata delle tenebre" di Sam Raimi (!!!!!!!) un film che ti apre la mente lol

http://www.cineblog01.com/larmata-delle-tenebre-1993/

10)"Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere" di Woody Allen
http://www.cineblog01.com/tutto-quello-che-avreste-voluto-sapere-sul-sesso-ma-non-avete-mai-osato-chiedere-1972/

domenica 18 dicembre 2011

Maria fu sottratta dal torpore dell'ultimo sonno dal suono della sveglia;il freddo che si spargeva per la sua camera la faceva desistere dall'alzarsi,sentendosi coperta dal lieve torpore delle coperte scaldate con il lieve calore del suo corpo;per lei alzarsi la mattina era una lotta con sé stessa che doveva affrontare e vincere ogni giorno,incatenata al letto dall'indifferenza e dal tedio che gli assopiva l'anima e le sedava il cervello ed i nervi,facendole diventare ogni gesto difficilissimo,un tedio che trascinava nel torpore del letto o del divano interi pomeriggi e giorni,in un grigiore senza tempo. Maria aveva come l'impressione di rompere,con l'infrangere dell'ultimo spiraglio di sonno,uno spazio sacro,l'unico momento che contava in tutta la sua vita ed in cui poteva essere sé stessa,in cui trovava un'illusione di pace e serenità primitive,rotte dal delinearsi lento dei margini delle cose. Aveva come la sensazione che oltre quel torpore e quella noia sonnolenta indotta dal piumone ci fosse solo un universo che la poteva soltanto annoiare e stancare,in cui tutto e tutti sarebbero passati senza sfiorarla buttati via con il prossimo sonno,in un lungo atro incolore ed insapore in cui non succedeva mai niente e toccava veramente nessuno. Oltre le coperte il buio ormai tenue che ha finito di spaventare mostrando solo le forme sfocate di oggetti già conosciuti ed immobili,fissati nella loro rigidità,lasciò spazio ad una leggerissima luce di un mattino d'inverno che entrava dalla tapparella lasciata alzata. Con l'alzarsi della temperatura corporea che cresceva sempre di più e con la presa di coscienza del proprio essere Maria sentì lo stimolo della pipì,la quale la costrinse ad alzarsi dal letto scivolando fuori dalle coperte lentamente,scoprendosi piano e buttando coraggiosamente un piede dopo l'altro al freddo. Si issò in piedi muovendosi lentamente e barcollando verso il tavolo vicino alla finestra,appoggiandosi ad esso sentendo la vista oscurarsi tra lampi di luce colorata che gli passavano davanti alle palpebre strizzate mentre le orecchie le fischiavano fortissimo a causa di un calo di pressione .Dopo che ebbe ripreso coscienza di sé prese una felpa verde ed un paio di jeans dall'ammasso di vestiti accatastati sul tavolo uno sopra l'altro in un groviglio di tessuti e colori diversi,ingrigiti dalla prima luce nebbiosa d'inverno.Si spogliò in camera sua,per non svegliare i suoi genitori ,con gesti lenti ed intirizziti. La luce dalla finestra stava cambiando di nuovo,incominciando a delineare i margini dei tetti in una nebbia gelida,ed una striscia d'arancione vivo si stagliava nel cielo plumbeo,come una ferita profonda. Maria guardò fuori dalla finestra avvicinando il viso al vetro,appannandolo leggermente ;un battito di ciglia,lo sguardo gettato leggermente verso il basso,e vide ,nella finestra di fronte un profilo scuro di uomo,un ombra viva, con il volto rivolto verso di lei .I loro sguardi si incrociarono per un istante,una visione di un secondo di uno sguardo buio e cieco nella penombra,ed una tenda bianca li divise coprendo la bocca di lui tesa in un ghigno di spavento. Maria sentì una leggerissima stretta al cuore,un battito lieve,come se una corda di chitarra fosse stata fatta vibrare da lontano,perdendosi nel silenzio,espandendolo fino a diventare immobile,infinito,cosciente.

venerdì 2 dicembre 2011

Scarafaggi

Era appena uscito dal dormiveglia con la testa indolenzita e confusa,con le coperte sporche e umide di sudore che gli coprivano solo le gambe,lasciandogli il petto scavato esposto al freddo,con le costole indolenzite e la pelle tesa,;era finito in quel letto svestito senza sapere come era finito lì e la finestra,rimasta aperta tutta la notte,aveva riempito la stanza di aria gelida di un mattino d'inverno che stava appena spuntando che gli aveva impastato di muco e di umidità i polmoni,ed ad ogni respiro che li trapassava essi mandavano fuori un suono rauco che indolenziva la gola e la lingua secca ed impastata ,sdraiato in una fievole penombra dove a malapena si riconoscevano le cose ,e la sua testa pulsava in modo doloroso a causa di un odore rivoltante di vomito che si addensava sotto il suo naso ,denso ed incrostato sulla federa e sulle lenzuola,riempiendo tutta la camera. Alzò leggermente la testa raggrumando e comprimendo il cuscino fetido ed appicicaticcio,e gli sembrò che un emisfero del cervello traballasse nella sua scatola cranica ,come se si fosse staccato dal resto del sistema nervoso e fosse diventato soltanto un ammasso gelatinoso ed ingombrante ;poteva sentire gli ormai inutili filamenti che lo legavano insieme al resto i quali lo rendevano una volta un organo funzionante sfilacciarsi ,facendolo accasciare sul fondo dell'osso cranico,dimezzando così una parte dei suoi pensieri che si raggrumavano su sé stessi e uscendo allo scoperto rotti e senza logica .Dal dolore soffocato dalla nausea nacque uno stato d'allerta ,con il battito cardiaco che lentamente accellerava e gli riempiva la testa e le orecchie tese e sensibili ad ogni più lieve rumore. Iniziò a percepire che c'era qualcuno dall'altra parte della porta socchiusa,il quale si mostrava come un raggrumato di buio più denso che in qualche modo lo scrutava da quel sottile spiraglio,come se stesse aspettando,e gli sembrò che i muri e i mobili convergessero su di lui. Rimase in allerta per un tempo che gli parve infinito in attesa di qualcosa,in attesa di vedere aprirsi la porta e vedere la presenza fiondargli addosso,e i battiti del suo cuore gli indolenzivano ormai il petto,riempiendogli le orecchie con il suo respiro sincopato. Lo stato d'allarme era diventato insostenibile,e pian piano rallentò il respiro,e si guardò il corpo,sentendosi una strana sensazione addosso,simile al prurito che diventava sempre più insopportabile e simile al dolore:la pelle incominciò a lacerarsi,come se si stessero dilatando a dismisura i pori,spinti da sotto da qualcosa che premeva di uscire. Si intravedevano sotto gli scorci di pelle,piccoli esserini neri che si agitavano nel tentativo di uscire,alcuni mettendo prima fuori le zampette lunghe e sottili cercando con esse di svincolarsi e di allargare il buco agitandole furiosamente in aria,altri mettendo prima fuori il muso graffiando le pareti nel tentativo di spingere fuori ,oltre che la testa,anche tutto il corpo,e una volta riusciti nell'intento alcuni iniziarono a sgattaiolare lungo l'addome del ragazzo. Paco inghiottì una grossa quantità d'aria dallo spavento,ed in preda a una paura folle e cieca iniziò a schiacciare le bestie con le dita ,soffrendo per ogni suo movimento che gli procurava come conseguenza fischi acutissimi che gli perforavano le orecchie,i quali a loro volta scalfivano come un punteruolo la parte sana del cervello tra ansimi e tensioni insostenibili che si diradavano in tutto il corpo,rendendolo un fascio di nervi dolorante,e facendo tremare l'avambraccio .Si riempì il busto del suo respiro affannoso,ogni suo soffio incespante e ogni sua accellerazione cardiaca sembrava dovesse fargli esplodere un'arteria cerebrale che pulsava con forza o una bolla formatasi nella parte destra del cervello che cresceva sempre di più,attanagliandolo in una sofferenza insostenibile mentre gli scarafaggi gli straziavano le membra uscendo da lui sempre più numerosi girovagando tra le lenzuola;sentiva il corpo straziato,ormai aveva capito che avevano vinto loro,e voci umane ed incomprensibili giravano per la casa intromettendosi piano tra i fischi che lo tediavano prima sussurrando,poi parlando sempre più a voce alta fino ad urlare avvicinandosi sempre più fino ad appoggiarsi sul suo cuscino,fino ad entrargli nel cranio,inasprendo gli stridori nelle orecchie .La marea nera lo stava sommergendo lasciando di lui solo un ricordo di quel che era,e le pareti gli precipitarono addosso,inghiottendolo.